Nuove Collezioni 2026
21/04/2026Very Wood torna al Salone del Mobile.Milano 2026 con Sketch Out, primo esito visibile di un percorso di ricerca sviluppato negli ultimi anni e oggi tradotto nello stand e nelle nuove collezioni.
Il titolo racchiude in sé un duplice significato: il disegno come origine del progetto e il gesto del tracciare una direzione.
In questo quadro si inseriscono le novità 2026, collezioni in collaborazione con Moreno Vannini, Calvi Brambilla e Gordon Guillaumier, che contribuiscono ad ampliare e articolare ulteriormente il vocabolario formale del brand, accanto al proseguimento del lavoro con Dordoni Studio, che consolida un dialogo progettuale già avviato negli anni.
L’allestimento, firmato da Concetta Giannangeli, traduce questo approccio in un percorso spaziale chiaro e leggibile. Da un lato, il visitatore attraversa le fasi di trasformazione della materia – dalla lavorazione iniziale al prodotto finito – seguendo il processo che conduce dall’idea alla realizzazione; dall’altro, incontra i diversi ambiti applicativi di Very Wood – hospitality, workplace, marine ed educational – che mostrano la versatilità del progetto nei differenti contesti d’uso.
A completare l’esperienza, le illustrazioni a parete sono firmate dall’illustratore friulano Gianluca Buttolo, la cui mano inconfondibile ha tradotto l’intero concept in disegni a mano libera che animano e avvolgono le pareti.
Doublet di Dordoni Studio
Costruzione sartoriale e gesto avvolgente
Ispirate al farsetto, storico capo dell’abbigliamento maschile medievale e rinascimentale, le nuove sedie imbottite Doublet traducono la logica della costruzione sartoriale in una proposta dal profilo avvolgente e calibrato. Quattro gambe lignee sottili e rastremate sostengono l’imbottito con discrezione, alleggerendone l’impatto complessivo e bilanciando la compattezza del corpo superiore. Ne deriva una silhouette misurata ed equilibrata.
Ilias di Gordon Guillaumier
Archetipi riletti attraverso struttura e proporzione
La nuova famiglia di sedute firmata da Gordon Guillaumier sviluppa una riflessione sull’archetipo attraverso il rapporto tra struttura lignea e componente imbottita. L’equilibrio tra essenzialità costruttiva, comfort e riconoscibilità formale.
Ilias sviluppa uno schienale ligneo sinuoso che accompagna e contiene l’imbottito, costruendo un dialogo continuo tra superfici rigide e parti soffici.
Break, Dee Dee e Sira di Calvi Brambilla
Geometrie primarie e plasticità del volume
Roberto Lazzeroni firma Club: un sistema di tavoli e sedute pensato per la zona dining, in cui memoria e leggerezza convivono in equilibrio. I tavoli richiamano le forme organiche di Jean Royère, con piani dalle geometrie inusuali e profili leggermente rientranti che ne ammorbidiscono la figura. Le gambe in frassino massello, dalla sezione piena e arrotondata, sostengono il piano con una presenza solida, mentre i traversi curvi ne accompagnano il disegno, creando continuità tra gli elementi. Le sedute sono invece caratterizzate da un incontro di forme fluide e continue. La struttura in legno definisce l’insieme di gambe e braccioli, pensati per creare una linea unica che si piega e torna su sé stessa. Nella versione con braccioli, questo andamento diventa ancora più evidente: l’elemento ligneo risale, curva e prosegue senza interruzioni, dando forma a una figura avvolgente.
Con Break, Dee Dee e Sira, Very Wood introduce per la prima volta nel proprio catalogo una famiglia di sedute imbottite e lounge, segnando un punto di svolta nell’evoluzione della collezione e aprendo la propria proposta a nuove tipologie progettuali. Un passaggio che estende il perimetro del brand senza alterarne la coerenza, traducendone l’identità in una nuova dimensione più morbida, avvolgente e tattile.
Nati da una ricerca sulla modellazione dell’imbottito come costruzione plastica, i tre progetti combinano geometrie primarie e superfici morbide per dare vita a sedute dal carattere deciso e immediatamente riconoscibile.
Break prende forma attorno a una base piena e completamente rivestita che ne accentua il senso di solidità, mentre sul retro un’incisione grafica interrompe la superficie introducendo un dettaglio ispirato al mondo delle calzature sportive, pensato per attivare visivamente il profilo dell’oggetto.
Dee Dee è definita da due fianchi laterali dal profilo curvo – quasi quarti di cerchio – che racchiudono la seduta e ne determinano l’identità formale, richiamando nel segno le sperimentazioni radicali degli anni Ottanta.
Sira, infine, nasce dall’accostamento di cinque elementi distinti – seduta, base e semi-gusci dello schienale – mantenuti leggibili nella loro autonomia. Un vuoto verticale attraversa il corpo della seduta alleggerendone la percezione, mentre il profilo avvolgente richiama l’astrazione plastica delle sculture di Costantino Nivola.
Flore e Contour di Moreno Vannini
Il segno come principio costruttivo
Ispirate al linguaggio familiare delle sedute da bistrot e café, Flore e Contour sviluppano una riflessione sul segno come matrice della costruzione.
Flore rilegge l’archetipo della sedia da bistrot attraverso un telaio metallico continuo che disegna gambe, schienale e – nella versione con braccioli – supporti laterali. La giunzione tra i tubolari resta volutamente esposta e diventa parte del linguaggio del progetto, mentre seduta e schienale in legno introducono una componente materica più calda che ne bilancia la leggerezza.
Più astratta nell’impostazione, Contour si costruisce attorno a una struttura in tondino o tubolare che traccia un profilo netto e continuo nello spazio. La seduta si inserisce al suo interno come elemento pieno, accentuando il contrasto tra linearità della struttura e matericità della superficie. Il riferimento alle storiche sedute metalliche vintage resta leggibile, ma filtrato attraverso proporzioni più asciutte e contemporanee.